Tra robot aspirapolvere sempre più autonomi, tagliaerba intelligenti e sistemi basati sull’intelligenza artificiale, a IFA 2026 c’è stata una tecnologia che più di altre ha mostrato in quale direzione potrebbe andare la robotica domestica nei prossimi anni. Si chiama MOVA Knot 80 ed è un braccio robotico di ispirazione umanoide progettato non semplicemente per afferrare un oggetto, ma per vederlo, comprenderne la posizione, decidere come prenderlo e adattare la presa in tempo reale. MOVA lo ha mostrato pubblicamente nel suo stand di Berlino attraverso diverse dimostrazioni dedicate.
Proprio per il potenziale della tecnologia mostrata, Knot 80 ha ricevuto il Poderak Award come Miglior Innovazione di IFA 2026, un riconoscimento editoriale assegnato alla soluzione che, tra quelle viste in fiera, rappresenta meglio un possibile salto generazionale per la robotica domestica.
Cos’è MOVA Knot 80
La prima cosa da chiarire è che Knot 80 non è un nuovo robot aspirapolvere e nemmeno un robot umanoide completo. È una piattaforma composta da un braccio e da una mano robotica estremamente articolata, sviluppata da MOVA per studiare un problema molto più complesso della semplice navigazione autonoma: la manipolazione degli oggetti nel mondo reale.
Fino a oggi i robot domestici hanno imparato soprattutto a muoversi. Un robot aspirapolvere riesce a creare una mappa della casa, riconoscere un tavolo, evitare un cavo e raggiungere autonomamente una stanza. Il passaggio successivo è molto più difficile: cosa succede se quel robot deve anche prendere un oggetto, spostarlo o sistemarlo?
È precisamente il problema che Knot 80 cerca di affrontare.
MOVA descrive il sistema come un braccio robotico ispirato alla struttura umana, abbinato a percezione spaziale tridimensionale e controllo intelligente della presa. L’obiettivo è consentire alla macchina di manipolare gli oggetti in maniera più simile a quella di una mano umana, invece di eseguire sempre lo stesso movimento preprogrammato.
11 gradi di libertà e 15 articolazioni
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la parte meccanica.
La mano di Knot 80 dispone di 11 gradi di libertà, mentre l’intero sistema arriva a 15 articolazioni mobili. Più precisamente, 11 sono associate alla mano robotica e altre quattro al braccio. Questo consente al sistema di modificare sia l’orientamento della mano sia la configurazione delle dita durante la presa.
Detto in maniera più semplice: non siamo davanti alla classica pinza industriale che si apre e si chiude.
Knot 80 può cambiare l’angolo con cui raggiunge un oggetto e scegliere differenti configurazioni di presa. Ed è proprio questa libertà di movimento a rendere interessante la tecnologia in ambienti domestici, dove gli oggetti non sono tutti uguali e soprattutto non si trovano sempre nella stessa posizione.
Il robot vede l’oggetto prima di prenderlo
La parte meccanica, però, rappresenta solo metà del lavoro.
Knot 80 utilizza un sistema di visione 3D a luce strutturata per analizzare ciò che si trova davanti alla mano. Il sistema può individuare posizione e orientamento dell’oggetto e usare queste informazioni per decidere come effettuare la presa. MOVA parla inoltre della capacità di tenere conto di caratteristiche come forma e materiale.
È una differenza fondamentale rispetto a molti sistemi robotici tradizionali.
Un braccio industriale normalmente lavora in un ambiente fortemente controllato: sa che un componente si troverà sempre in una determinata posizione e ripete migliaia di volte lo stesso movimento.
Una casa è esattamente l’opposto.
Una bottiglia può essere in piedi, appoggiata di lato o spostata di qualche centimetro. Un giocattolo può trovarsi sul pavimento, un bicchiere sul tavolo e un telecomando sul divano. Per lavorare realmente all’interno di un’abitazione, un robot deve quindi essere capace di percepire l’ambiente e adattare il proprio movimento a ciò che trova, non soltanto eseguire una sequenza fissa.
Ed è qui che Knot 80 diventa particolarmente interessante.
La presa cambia automaticamente tra 25 e 50 Newton
Knot 80 non controlla soltanto dove mettere le dita, ma anche con quanta forza stringere.
Secondo le specifiche mostrate da MOVA, il sistema può regolare dinamicamente la forza di presa in un intervallo compreso tra 25 e 50 Newton. Durante la manipolazione utilizza inoltre un feedback visivo continuo per correggere il movimento in tempo reale.
In pratica, la sequenza è molto più sofisticata di un semplice “apri la mano, afferra, chiudi”.
Il robot deve:
- individuare l’oggetto;
- comprenderne posizione e orientamento;
- scegliere come avvicinare la mano;
- determinare una presa adeguata;
- applicare la forza necessaria;
- controllare visivamente cosa sta succedendo;
- correggere il movimento durante l’azione.
Durante le dimostrazioni organizzate a IFA, Knot 80 è stato utilizzato proprio per riconoscere, afferrare, ruotare e riposizionare autonomamente delle bottiglie con differenti orientamenti.
Perché Knot 80 è molto più importante di una semplice mano robotica
La cosa più interessante di Knot 80 non è quindi il fatto che riesca a prendere una bottiglia.
Dal punto di vista spettacolare può sembrare quasi banale. Dal punto di vista della robotica domestica, invece, è uno dei problemi più importanti da risolvere.
I robot che utilizziamo oggi sono quasi tutti specializzati in una singola funzione: l’aspirapolvere pulisce il pavimento, il tagliaerba taglia l’erba, il lavavetri pulisce una superficie verticale.
La possibilità di dotare queste macchine di una mano capace di interagire fisicamente con l’ambiente cambia completamente il concetto.
Un futuro robot domestico potrebbe, per esempio, raccogliere un oggetto dal pavimento prima di iniziare la pulizia, spostare qualcosa che blocca il suo percorso, sistemare alcuni oggetti, trasportarli da una stanza all’altra o collaborare nelle operazioni di riordino.
MOVA stessa indica proprio presa, movimentazione e organizzazione degli oggetti come possibili evoluzioni della tecnologia, con l’obiettivo di andare oltre i robot dedicati a una singola operazione.
Dalla Artificial Intelligence alla Embodied AI
Knot 80 è interessante anche perché rappresenta molto bene un concetto di cui sentiremo parlare sempre più spesso: Embodied AI, o intelligenza artificiale incorporata.
Con l’AI generativa abbiamo imparato a conoscere macchine capaci di elaborare testi, immagini e informazioni. Con l’Embodied AI quella stessa capacità decisionale viene collegata a un corpo fisico dotato di sensori e attuatori.
Il robot non deve soltanto “capire” che davanti a lui c’è una bottiglia.
Deve capire dove si trova, decidere come prenderla, muovere fisicamente il braccio, verificare che la presa sia corretta e modificarla qualora qualcosa non vada come previsto.
È il passaggio dall’intelligenza artificiale che produce una risposta a quella che può compiere un’azione nel mondo reale.
Per ora è una tecnologia, non un prodotto da acquistare
Non bisogna però confondere ciò che MOVA ha mostrato a IFA con un robot domestico già pronto per arrivare nelle nostre case.
Knot 80 è oggi soprattutto una dimostrazione tecnologica e una piattaforma di sviluppo. MOVA non ha presentato un prezzo di vendita o una data di commercializzazione di Knot 80 come prodotto autonomo. L’obiettivo dichiarato è invece quello di portare progressivamente queste capacità su una gamma più ampia di dispositivi e scenari.
E forse è proprio questo l’aspetto più interessante.
Knot 80 non vuole necessariamente essere il robot che compreremo domani. Potrebbe essere la tecnologia che permetterà ai robot che compreremo tra qualche anno di avere finalmente delle mani.
Perché gli abbiamo assegnato il Poderak Award
A IFA vediamo ogni anno prodotti più potenti, sensori migliori e specifiche sempre più impressionanti. Knot 80 ci ha colpito per un motivo diverso: prova a risolvere uno dei grandi limiti dei robot domestici attuali.
Oggi un robot può vedere un oggetto e decidere di evitarlo.
Domani potrebbe vederlo, capire che è fuori posto, prenderlo e spostarlo.
Sembra una differenza piccola, ma dal punto di vista tecnologico è enorme.
Per questo MOVA Knot 80 si aggiudica il Poderak Award come Miglior Innovazione di IFA 2026. Non perché sia già un prodotto pronto a rivoluzionare le nostre case, ma perché mostra in maniera concreta quale potrebbe essere il prossimo grande passaggio della robotica consumer: robot che non si limitano più a muoversi nel nostro ambiente, ma iniziano finalmente a interagire con esso.
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