Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sean Chen, Managing Director Western Europe di Dreame, che ci ha raccontato la visione del brand, le sfide dell’innovazione nei settori tradizionali e le ambizioni dell’azienda per i prossimi anni.
Ne è emerso un quadro chiaro: Dreame non vuole semplicemente entrare in nuove categorie di prodotto — vuole ripensarle.
Talenti da settori diversi per costruire il futuro

Secondo Chen, uno dei pilastri della crescita di Dreame è l’apertura verso competenze esterne:
“Il modo migliore per capire un nuovo settore è assumere le persone migliori di quel settore.”
L’azienda attrae talenti provenienti da industrie differenti proprio per accelerare l’apprendimento e combinare know-how diversi. L’obiettivo del CEO è ambizioso: penetrare più mercati possibili sfruttando ciò che Dreame sa già fare bene — robotica, algoritmi di intelligenza artificiale e ingegneria avanzata — per semplificare concretamente la vita quotidiana.
Non si tratta di ripartire da zero, ma di unire tecnologie già mature in modi nuovi. Il vero ostacolo? Cambiare le abitudini delle persone.
L’innovazione nasce dai piccoli problemi quotidiani
Molti dei nuovi prodotti sono il risultato di un ascolto costante degli utenti. I team R&D analizzano forum, social network e gruppi Facebook per raccogliere feedback diretti dai clienti finali.
Un approccio che Dreame ha mostrato anche al CES, dove ha presentato soluzioni pensate per migliorare l’efficienza domestica: lavatrici che ottimizzano i tempi quando l’utente non è in casa, sistemi che migliorano l’organizzazione interna degli elettrodomestici, fino a nuove strutture meccaniche per le lavastoviglie con pulizia a 360 gradi.
Piccole innovazioni, forse, ma spesso mai realizzate prima.
Oggi Dreame conta oltre 1.000 persone dedicate esclusivamente alla ricerca e sviluppo per le nuove categorie. La filosofia è chiara: la prima generazione di prodotti non sarà perfetta, ma ogni versione successiva nasce da un ciclo continuo di miglioramento.
Nuove categorie, nuove risorse

Un punto fondamentale sottolineato da Chen riguarda l’organizzazione interna: le nuove linee di prodotto non sottraggono risorse al business esistente.
Ogni nuova categoria ha team dedicati — marketing, vendite, product management — anche a livello regionale. Questo permette di crescere rapidamente senza perdere il focus sui prodotti core come i robot aspirapolvere.
In mercati come la Germania, Dreame lancerà a breve lavatrici e lavastoviglie, grazie ad accordi già siglati con importanti partner locali.
Design ed esperienza utente: una continua evoluzione
Il design dei prodotti evolve in base ai vincoli tecnici e ai commenti degli utenti. Alcuni clienti, ad esempio, segnalavano difficoltà nella pulizia di spazi stretti: da qui la scelta di forme più sottili nelle serie più recenti.
Le prossime linee — come la T Series — rappresentano un ulteriore passo avanti nell’equilibrio tra costi, usabilità ed esperienza premium. Guardando al 2026, l’azienda prevede investimenti significativi per rendere queste tecnologie accessibili a un pubblico sempre più ampio.
Assistenza post-vendita al centro della strategia
Con una crescita globale che ha superato i 4 miliardi, Dreame ha deciso di mettere la customer experience al primo posto.
Negli ultimi anni l’espansione rapidissima ha messo sotto pressione il servizio clienti — una dinamica normale per i brand in forte accelerazione. Ora però la strategia è cambiata: tra 2025 e 2026 l’assistenza diventerà una priorità assoluta.
Sono già stati ampliati i centri di servizio in Europa, inclusi Germania e Spagna, migliorata la logistica dei ricambi e avviate collaborazioni con partner di alto livello. Per alcune categorie, come lavatrici e lavastoviglie, Dreame sta anche costruendo linee produttive proprie, con nuove fabbriche operative nella seconda metà dell’anno.
La scelta è netta: privilegiare la qualità dell’esperienza rispetto all’ottimizzazione dei costi.
Comprendere il mercato europeo è la chiave
Chen evidenzia come molti produttori asiatici sottovalutino le esigenze dei partner europei. Dreame, al contrario, lavora a stretto contatto con distributori e retailer, mantenendo standard elevati e un dialogo costante con i clienti finali.
Nel 2023, ad esempio, importanti miglioramenti tecnologici — come una pulizia più efficace degli angoli — sono nati direttamente da lamentele reali degli utenti.
Un altro fattore distintivo è la velocità decisionale: grazie a team cross-funzionali, spesso le scelte strategiche vengono prese nell’arco di una sola giornata lavorativa.
Non essere i più economici, ma i migliori
Molti paragonano Dreame a Xiaomi. Ma Chen chiarisce la differenza:
“Xiaomi punta ad abbassare la barriera di accesso alla tecnologia. Noi vogliamo offrire la migliore esperienza possibile.”
Oggi Dreame è leader nel segmento robotico in Europa, ma non si considera arrivata. La filosofia aziendale è semplice: non fermarsi mai, continuare a migliorare e puntare a diventare il miglior brand di elettronica di consumo.
In conclusione
Dall’intervista emerge un’azienda guidata da tre valori chiave: ascolto del cliente, velocità di esecuzione e investimenti strutturali su innovazione e servizio.
Dreame non promette perfezione immediata, ma dimostra una determinazione rara nel trasformare feedback reali in prodotti migliori, passo dopo passo. E se il percorso richiederà tempo, una cosa è certa: l’ambizione è quella di ridefinire il modo in cui viviamo la tecnologia domestica.
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