Nelle ultime uscite della serie Camion d’Epoca di De Agostini (83, 84 e 85) troviamo tre modelli che non fanno parte dell’immaginario da poster o delle fiere, ma raccontano molto bene com’era il trasporto e il lavoro in Italia tra gli anni ’60 e ’90. Niente lustrini, solo camion veri, spesso sporchi di cemento, farina o polvere di cava.

OM N100 – Uscita 83
Un camion medio, semplice e concreto.
L’OM N100 era usato per trasportare di tutto, ma in particolare materiali sfusi come mangimi o farine, grazie ai cassoni cisterna con scarico ad aria compressa. Era diffuso negli anni ‘70 e condivideva cabina e telaio con altri modelli Fiat e Unic. Il motore a quattro cilindri di derivazione Saurer era affidabile, ma ormai datato già all’epoca. Nessun lusso, ma faceva il suo mestiere.

Fiat 697 NP – Uscita 84
Un carro armato da cantiere.
Il 697 NP era pensato per l’uso interno in cava o nei grandi cantieri, dove non serviva l’omologazione stradale. Tre assi, trazione robusta e una massa che faceva la differenza nel trasporto di cemento o calcestruzzo. Era grosso, lento e rumoroso, ma indistruttibile. Nella versione betomiera, come quella riprodotta nel modellino, rappresenta perfettamente il tipo di camion che si vedeva nei cantieri negli anni ‘70 e ‘80.

Iveco 79.12 Turbozeta – Uscita 85
Il mezzo medio di chi faceva tutto.
Introdotto negli anni ’80, il Turbozeta era il classico camion “di servizio”: piccolo, agile, ma con il turbo. Ideale per il trasporto locale o regionale, lo si trovava ovunque, dai traslochi ai corrieri. Non era particolarmente bello o iconico, ma era funzionale e versatile. Molti ne hanno guidati, pochi li ricordano con affetto. Però è giusto riconoscergli il suo ruolo.
Le prossime uscite: cosa ci aspetta in edicola (più o meno)
Per chi segue la collezione Camion d’Epoca, le prossime settimane promettono modelli interessanti, anche se è giusto dire che le date di uscita ufficiali spesso non corrispondono a quelle reali. Slittamenti, cambi improvvisi e ritardi nella distribuzione sono abbastanza frequenti: prendiamo quindi queste informazioni come indicazioni di massima, non come certezze.
Dopo l’uscita 85 dedicata all’Iveco 79.12 Turbozeta, il 26 aprile 2025 è teoricamente prevista l’uscita del Fiat 306/2 Bartoletti Cobra Shelby, seguita il 10 maggio dall’OM 150 PAM. A seguire, il Fiat 634 Peyrani (24/05), il Fiat 691 Shell (07/06) e il Fiat 673NR (21/06) ci porteranno in piena atmosfera anni ’60 e ’70.
A luglio dovrebbero arrivare il Fiat 634 Chianti Ruffino (05/07) e il Fiat 642 N2 Bartoletti (19/07), mentre agosto ci porta il Fiat 683 N SAIMA (02/08) e lo Scania 142 M (16/08). Settembre vedrà invece il ritorno di due giganti: il Renault Magnum Gondrand (30/08) e il Fiat 690 3 Assi Fercam (13/09).
L’autunno è ricco di nomi noti: Iveco 190-48 Galbani (27/09), Zeta Parmalat (11/10), OM Zeta Antica Pasticceria del Corso (25/10), Fiat 697 N Betoniere (08/11) e Zeta ACI (22/11). Chiuderà l’anno lo Scania P320 carro attrezzi (06/12) e il potente Astra BM21, previsto per il 20 dicembre 2025.
Considerazioni finali
Queste tre uscite non raccontano di camion famosi o da sogno, ma di mezzi quotidiani, che hanno lavorato in silenzio e che oggi meritano uno spazio in collezione proprio per questo. Per chi ha memoria di quegli anni – o per chi vuole scoprire come funzionava davvero la logistica italiana – sono modellini che parlano più di molti show truck lucidi e cromati.
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