Il 26 dicembre Xingkong Project Automotive ha diffuso le immagini teaser del suo primo modello di serie, anticipando una presentazione ufficiale prevista per il CES 2026 di gennaio. Già da questa prima comunicazione emerge con chiarezza l’obiettivo del marchio: entrare nel segmento delle hypercar elettriche, puntando direttamente all’eccellenza prestazionale e tecnologica.

Dalle immagini preliminari si intuisce che il veicolo è una coupé sportiva full electric con un’impostazione aerodinamica fortemente orientata alle alte prestazioni. Il frontale adotta gruppi ottici sottili con firme luminose a quattro elementi LED, una soluzione non solo stilistica ma utile a contenere l’altezza del muso e a migliorare la penetrazione aerodinamica. Le grandi prese d’aria anteriori e le paratie laterali suggeriscono un’attenta gestione dei flussi, fondamentale su un’auto elettrica ad alte prestazioni per il raffreddamento di batteria, inverter e motori.
Il corpo vettura appare lungo e molto basso, con parafanghi pronunciati e superfici tese: una scelta coerente con la necessità di ospitare pacchi batteria di grande capacità mantenendo un baricentro contenuto. Interessante la presenza di appendici aerodinamiche laterali e di cerchi di grande diametro con fissaggio centrale, tipici di vetture pensate per sopportare carichi elevati e utilizzi ad alte velocità. Il montante A nascosto, oltre all’effetto scenico, contribuisce a una percezione di maggiore fluidità del profilo, ma impone anche soluzioni strutturali avanzate per garantire rigidità torsionale e sicurezza.
Il posteriore è forse la parte più esplicita dal punto di vista tecnico: l’ala di grandi dimensioni con endplate verticali indica chiaramente che l’auto è progettata per generare downforce reale, non solo per motivi estetici. Il diffusore posteriore a doppio livello è un elemento chiave: su un’auto elettrica molto potente, la capacità di generare carico aerodinamico senza penalizzare eccessivamente il coefficiente di resistenza è cruciale per mantenere stabilità alle alte velocità e sfruttare appieno la trazione.

I fanali posteriori a sviluppo orizzontale con grafica tridimensionale a punti mostrano una cura per il dettaglio che va oltre lo stile: spesso queste soluzioni sono integrate in superfici funzionali alla gestione del flusso d’aria in uscita.
Per quanto riguarda interni e powertrain, le informazioni ufficiali sono ancora assenti, ma il posizionamento dichiarato consente alcune considerazioni tecniche. Se l’obiettivo è confrontarsi con le hypercar termiche più estreme, è realistico ipotizzare:
- una potenza complessiva superiore ai 1.000 CV, probabilmente ottenuta tramite più motori elettrici;
- una configurazione a trazione integrale elettrica, ideale per gestire coppie elevate e migliorare l’accelerazione;
- uno 0–100 km/h sotto i 2 secondi, risultato oggi raggiungibile solo con un’attenta calibrazione di controllo di trazione, gestione termica e distribuzione della coppia.
Molto rilevante, dal punto di vista industriale, è la struttura societaria dietro al progetto. Xingkong Project Automotive rappresenta il braccio automobilistico di Dreame Technology, azienda con forte esperienza in elettronica di consumo e sistemi intelligenti. La creazione simultanea di numerose società controllate dedicate a componenti e sottosistemi suggerisce una strategia di integrazione verticale, scelta spesso obbligata quando si punta a un prodotto di nicchia ad altissimo contenuto tecnologico.
Ancora più significativa è la collaborazione con l’Università Tsinghua (Suzhou Automotive Research Institute) e la nascita di centri dedicati a:
- motori elettrici a flusso assiale, più compatti e con maggiore densità di potenza rispetto a quelli radiali;
- batterie allo stato solido, che promettono maggiore sicurezza e densità energetica, ma sono ancora complesse da industrializzare;
- PACK avanzati e sistemi AI BMS, fondamentali per gestire potenze elevate senza compromettere durata e affidabilità.
Conclusioni
Il progetto appare estremamente ambizioso. Il design suggerisce una comprensione chiara delle esigenze aerodinamiche di una hypercar elettrica, mentre le scelte tecnologiche annunciate sono allineate con lo stato dell’arte più avanzato. Tuttavia, il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare ricerca e prototipi in un prodotto affidabile e omologabile, soprattutto in un arco temporale relativamente breve.
Nel mercato attuale, la sfida non è più solo “fare potenza”, ma garantire coerenza tra prestazioni, controllo termico, durata dei componenti e ripetibilità delle performance. Se Dreame riuscirà a trasferire la propria competenza nell’hardware intelligente e nel controllo software al mondo automotive, potrebbe effettivamente ritagliarsi uno spazio credibile anche in un segmento così esclusivo. In caso contrario, il rischio è quello di un progetto tecnicamente affascinante ma difficile da portare a maturità industriale.
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