L’Antigravity A1 è uno di quei prodotti che, almeno sulla carta, sembrano semplicemente un’evoluzione di qualcosa che conosciamo già. Dopo averlo utilizzato, però, mi sono reso conto che il concetto è completamente diverso.
Non è semplicemente un drone con una buona fotocamera e non vuole nemmeno sostituire direttamente tutti i droni tradizionali.
La vera particolarità dell’Antigravity A1 è il suo sistema di registrazione video a 360°, ottenuto attraverso due lenti integrate direttamente nel drone. In pratica possiamo prima concentrarci sul volo e solo successivamente decidere quale inquadratura utilizzare.
Ed è proprio questo il punto che cambia maggiormente l’esperienza.
Con un drone tradizionale dobbiamo pilotare, controllare il percorso e contemporaneamente preoccuparci dell’inquadratura. Se sbagliamo il movimento della camera, quella scena è persa.
Con Antigravity A1 registriamo invece tutto quello che si trova intorno al drone e possiamo scegliere successivamente, tramite software, dove guardare.
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Antigravity A1: cosa cambia rispetto a un drone tradizionale?
La caratteristica che distingue immediatamente Antigravity A1 è la presenza di due lenti, posizionate in modo da permettere al drone di registrare ciò che accade a 360°.
Il principio ricorda quello delle action cam 360°: durante la registrazione non dobbiamo necessariamente decidere quale sarà l’inquadratura finale.
Questa decisione può essere presa successivamente.
Possiamo quindi effettuare un singolo volo e ricavarne più clip completamente differenti.
Da una stessa registrazione, ad esempio, possiamo ottenere:
- una ripresa frontale;
- una ripresa laterale;
- una visuale verso il basso;
- un’inquadratura verso il pilota;
- una panoramica dell’ambiente;
- una clip verticale per TikTok, Instagram Reel o YouTube Shorts;
- una clip orizzontale 16:9 per YouTube.
Ed è probabilmente questo il vantaggio più importante dell’Antigravity A1.
Non bisogna più pensare contemporaneamente a dove far volare il drone e dove puntare la telecamera.
Durante il volo possiamo concentrarci soprattutto sul movimento.
L’inquadratura viene dopo.
Video 360° fino all’8K
Antigravity A1 permette di registrare video 360° fino alla risoluzione 8K.
Avere una risoluzione elevata è particolarmente importante su una videocamera 360°, perché durante l’editing andremo inevitabilmente a estrarre soltanto una parte dell’intera immagine registrata.
Ma la risoluzione non è nemmeno l’aspetto che mi ha colpito maggiormente.
Il vero vantaggio è la libertà creativa.
Con un drone tradizionale facciamo una ripresa.
Con Antigravity A1 registriamo invece una sorta di sfera video intorno al drone, dalla quale possiamo successivamente estrarre le nostre inquadrature.
È quindi possibile realizzare movimenti che apparentemente sembrerebbero richiedere una precisione notevole durante il pilotaggio, quando in realtà buona parte dell’effetto viene costruito successivamente durante l’editing.
Per chi realizza contenuti video questa possibilità è estremamente interessante.
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Il drone scompare dalle riprese
Un altro elemento interessante della tecnologia 360° è la possibilità di ottenere il classico effetto della camera invisibile.
Le due immagini registrate dalle lenti vengono elaborate in modo da eliminare il corpo del drone dalla ripresa finale.
Guardando il filmato sembra quindi che la videocamera stia letteralmente volando nell’aria.
È proprio questa caratteristica a rendere possibili alcune delle clip più particolari che si possono creare con Antigravity A1.
Si possono ottenere movimenti che ricordano una telecamera volante o determinate riprese FPV, ma senza dover necessariamente possedere l’esperienza richiesta da un vero drone FPV.
Antigravity A1 pesa meno di 250 grammi
Un altro elemento importante è il peso.
Utilizzando la batteria standard, Antigravity A1 rimane sotto la soglia dei 250 grammi.
Non è un dettaglio secondario.
La categoria sotto i 250 grammi è particolarmente interessante proprio perché semplifica diversi aspetti legati all’utilizzo del drone rispetto a prodotti più pesanti.
Naturalmente bisogna sempre rispettare la normativa applicabile nel Paese e nella zona in cui si effettua il volo.
Antigravity mette inoltre a disposizione batterie maggiorate, che permettono di aumentare l’autonomia ma portano il drone oltre i 250 grammi.
Bisogna quindi tenere presente anche questo aspetto prima di scegliere quale batteria utilizzare.
Come si pilota Antigravity A1?
Qui troviamo un’altra delle differenze più grandi rispetto a un drone tradizionale.
Antigravity A1 viene utilizzato insieme agli Antigravity Vision Goggles e al Grip Controller.
Indossando il visore possiamo vedere in tempo reale ciò che sta registrando il drone.
Il sistema di controllo è molto particolare.
Invece dei classici due stick di un radiocomando tradizionale, possiamo praticamente indicare al drone la direzione nella quale vogliamo andare.
È un concetto che ricorda quasi un videogioco.
Punti verso una direzione e il drone procede verso quel punto.
Una rotella permette inoltre di modificare rapidamente l’orientamento, mentre gli altri controlli consentono di salire e scendere.
Dopo qualche minuto il sistema risulta molto intuitivo.
Anzi, per un principiante potrebbe risultare addirittura più semplice rispetto all’apprendimento di un radiocomando tradizionale.
Vision Goggles: sembra quasi di essere dentro il drone
Il visore contribuisce moltissimo all’esperienza.
Durante il volo abbiamo una visuale immersiva dell’ambiente circostante e possiamo spostare lo sguardo per osservare quello che succede intorno al drone.
Una caratteristica particolarmente utile è la possibilità di avere dei riferimenti visivi relativi alla posizione di partenza.
Quando ci si allontana è molto facile perdere l’orientamento, soprattutto utilizzando un visore.
Antigravity A1 permette invece di capire dove si trova il punto Home e di orientarsi più facilmente.
Durante la prova ho inoltre trovato molto utile la possibilità di passare rapidamente dalla visuale del drone a quella dell’ambiente davanti all’operatore.
Un’accortezza che consiglio prima di iniziare a utilizzarlo è quella di regolare correttamente il cinturino dei Vision Goggles.
Può sembrare banale, ma durante sessioni più lunghe una buona regolazione cambia parecchio il comfort.
Sensori anticollisione
Un drone pensato per essere semplice da utilizzare deve necessariamente offrire anche un buon livello di assistenza.
Antigravity A1 integra dei sensori anticollisione che intervengono quando ci avviciniamo troppo a determinati ostacoli.
Durante la mia prova mi sono volutamente avvicinato a un oggetto e il drone ha rilevato la presenza dell’ostacolo impedendomi di procedere ulteriormente.
Naturalmente nessun sistema di questo tipo deve essere considerato infallibile.
Rimane sempre responsabilità del pilota controllare l’ambiente e volare con attenzione.
Ma soprattutto per chi non ha grandissima esperienza, avere un ulteriore sistema di sicurezza è sicuramente utile.
Modalità Standard, Sport e Cinematica
Antigravity A1 mette a disposizione differenti modalità di volo.
Modalità Standard
È quella che utilizzerei nella maggior parte delle situazioni.
Il comportamento del drone rimane abbastanza equilibrato ed è possibile sfruttare i sistemi di sicurezza.
Modalità Sport
Permette al drone di muoversi molto più velocemente.
Attenzione però: utilizzando questa modalità vengono disabilitati i sensori anticollisione.
Bisogna quindi avere maggiore consapevolezza dell’ambiente circostante.
Modalità Cinematica
Fa esattamente l’opposto.
I movimenti diventano più lenti e progressivi, rendendo più semplice ottenere riprese fluide.
Con un sistema 360° possiamo comunque intervenire molto in post-produzione, ma per determinati movimenti la modalità cinematica rimane molto utile.
Return to Home
Non manca naturalmente il Return to Home.
Tenendo premuto l’apposito comando il drone può ritornare automaticamente verso il punto di partenza.
Durante la mia prova era presente anche un po’ di vento, ma l’atterraggio è stato comunque molto preciso.
È una funzione ormai abbastanza comune sui droni moderni, ma su un prodotto pensato per rendere il pilotaggio semplice è praticamente indispensabile.
Tracking automatico
Molto interessante anche il sistema di tracking del soggetto.
Possiamo selezionare una persona e chiedere al drone di seguirla automaticamente.
Durante il test ho selezionato Luigi e Antigravity A1 ha continuato a seguirlo durante il movimento.
Il drone può inoltre sfruttare i propri sistemi di rilevamento per gestire gli ostacoli presenti lungo il percorso.
Questa modalità apre parecchie possibilità per chi vuole riprendersi da solo.
Penso per esempio a:
- escursioni;
- trekking;
- ciclismo;
- viaggi;
- attività outdoor;
- contenuti social;
- riprese dinamiche in movimento.
Resta comunque importante controllare sempre l’ambiente circostante e non affidarsi ciecamente all’automazione.
Modalità Orbita
Tra le modalità automatiche troviamo anche Orbita.
È possibile selezionare un soggetto o un punto e chiedere al drone di realizzare automaticamente una ripresa circolare intorno ad esso.
Il vantaggio del 360°, ancora una volta, è evidente.
Non dobbiamo preoccuparci troppo dell’orientamento della telecamera durante il movimento.
Registriamo l’intera scena e successivamente decidiamo come mostrarla.
Modalità Ascesa e altre riprese automatiche
Sono disponibili anche altre modalità automatiche, tra cui una modalità di ascesa che permette al drone di allontanarsi progressivamente dal soggetto creando una ripresa molto cinematografica.
È il tipo di effetto che normalmente richiederebbe una certa coordinazione tra movimento del drone e telecamera.
Qui gran parte del lavoro viene automatizzato.
Per un creator significa poter realizzare velocemente contenuti molto più elaborati senza necessariamente essere un pilota professionista.
Percorsi automatici e checkpoint
Una funzione che ho trovato particolarmente interessante è la possibilità di creare un percorso direttamente sulla mappa.
Possiamo stabilire una serie di checkpoint e indicare al drone il tragitto da seguire.
Una volta avviato, Antigravity A1 può percorrere automaticamente la rotta prestabilita.
Questo è utile soprattutto quando vogliamo:
- replicare sempre lo stesso movimento;
- ottenere una velocità più costante;
- evitare variazioni involontarie nella traiettoria;
- concentrarci sulla scena invece che sul pilotaggio.
Il percorso può inoltre essere salvato.
Per determinati progetti video può diventare una funzione veramente interessante.
Editing: è qui che Antigravity A1 mostra il suo vero potenziale
Una volta terminato il volo arriva probabilmente la parte più interessante.
Aprendo la registrazione sul computer o sullo smartphone ci troviamo davanti al video 360°.
Possiamo quindi muovere virtualmente la telecamera all’interno della registrazione e decidere successivamente quale sarà l’inquadratura finale.
È possibile cambiare prospettiva, creare movimenti e selezionare il formato del filmato.
Possiamo realizzare:
16:9 per YouTube
oppure
9:16 per TikTok, Instagram Reel e YouTube Shorts.
Un singolo volo può quindi essere riutilizzato per creare diversi contenuti destinati a piattaforme differenti.
Per un creator questa è probabilmente una delle caratteristiche più importanti dell’intero prodotto.
Non bisogna essere esperti di editing 360°
Utilizzare una telecamera 360° potrebbe sembrare complicato.
In realtà il software mette a disposizione preset e strumenti automatizzati che rendono il processo molto più semplice.
Non bisogna quindi necessariamente diventare esperti di keyframe o di editing professionale per ottenere una ripresa interessante.
Naturalmente chi vuole intervenire manualmente ha molta più libertà creativa.
Ma anche un principiante può iniziare velocemente.
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Funzioni AR e oggetti virtuali
Antigravity ha inserito anche alcune funzioni più orientate al divertimento.
Nel visore è possibile visualizzare oggetti virtuali integrati nell’ambiente reale.
Tra gli esempi disponibili ci sono elementi come un aeroplano o addirittura una scopa in stile fantasy.
Non è certamente il motivo principale per acquistare un drone del genere, ma contribuisce a far capire la filosofia del prodotto.
Antigravity A1 vuole essere anche un’esperienza.
Indossare il visore e controllare il drone dà effettivamente la sensazione di trovarsi all’interno di una sorta di videogioco.
Autonomia Antigravity A1
Con la batteria standard, durante la mia esperienza l’autonomia si aggira intorno ai 20 minuti.
Come sempre bisogna considerare che l’autonomia effettiva può cambiare in base a diversi fattori:
- vento;
- velocità;
- modalità di volo;
- temperatura;
- utilizzo delle funzioni automatiche;
- condizioni generali della batteria.
Esistono anche batterie di capacità superiore.
In questo caso, però, bisogna considerare l’aumento del peso complessivo del drone e il superamento della soglia dei 250 grammi.
Personalmente considero quindi particolarmente interessante avere più batterie standard.
In questo modo possiamo continuare a mantenere la configurazione più leggera effettuando più voli consecutivi.
Ed è anche per questo che considero interessante la promozione disponibile in questo momento:
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Memoria interna e microSD
Antigravity A1 dispone anche di memoria interna, oltre alla possibilità di utilizzare una microSD.
È una soluzione comoda perché permette di iniziare a registrare anche nel caso in cui ci dimenticassimo la scheda.
Considerando però la quantità di dati generata dai video 360° ad alta risoluzione, per un utilizzo frequente consiglio comunque una microSD adeguata.
Custodia e trasporto
Ho apprezzato anche la custodia.
Il drone e i relativi accessori possono essere organizzati all’interno dello stesso sistema di trasporto e sono disponibili ulteriori vani nei quali inserire piccoli accessori come le microSD.
Sono dettagli che possono sembrare secondari, ma un drone non viene praticamente mai utilizzato da solo.
Tra batterie, controller, visore, cavi e ricambi, una custodia ben organizzata fa la differenza.
Quale bundle Antigravity A1 scegliere?
Sono disponibili differenti configurazioni.
Il bundle base permette di avere tutto il necessario per iniziare a utilizzare il drone, compresi:
- Antigravity A1;
- Vision Goggles;
- Grip Controller;
- custodia;
- eliche sostitutive e accessori.
Personalmente trovo particolarmente interessante la configurazione Explorer.
Oltre agli accessori principali offre infatti tre batterie e il relativo sistema di ricarica, capace di gestire più batterie.
Per un drone di questo tipo avere più autonomia è importante.
Durante i primi voli si ha continuamente voglia di provare nuove traiettorie, modalità automatiche e inquadrature e circa 20 minuti possono passare molto rapidamente.
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Antigravity Care: sconto del 20%
Trattandosi di un drone e soprattutto di un prodotto dal prezzo importante, può avere senso valutare anche il servizio Antigravity Care.
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Antigravity A1: cosa mi è piaciuto
Registrazione 360°
È il motivo principale per scegliere questo drone.
La possibilità di scegliere l’inquadratura successivamente cambia completamente il modo in cui si registra.
Pilotaggio intuitivo
Vision Goggles e Grip Controller rendono l’esperienza molto più immediata rispetto a quanto mi aspettassi.
Possibilità creative
Da un singolo volo possiamo ottenere parecchie clip completamente differenti.
Sensori anticollisione
Sono particolarmente importanti su un drone che punta anche a un pubblico meno esperto.
Funzioni automatiche
Tracking, Orbita, percorsi e modalità automatiche permettono di creare facilmente movimenti complessi.
Peso sotto i 250 grammi
Con la batteria standard rimane in una categoria estremamente interessante per un drone di questo tipo.
Esperienza immersiva
Il visore rende il pilotaggio divertente e differente da quello di un drone tradizionale.
Cosa mi è piaciuto meno
Il prezzo
È probabilmente il principale ostacolo.
Antigravity A1 non è un drone economico e bisogna capire cosa si sta realmente acquistando.
Confrontarlo esclusivamente sul prezzo con un normale drone dotato di telecamera frontale, però, secondo me ha poco senso.
Il sistema 360° rappresenta infatti buona parte del valore e dell’esperienza.
Circa 20 minuti con la batteria standard
L’autonomia è sufficiente per diversi utilizzi, ma soprattutto nei primi giorni il tempo passa molto velocemente.
Consiglio quindi di valutare fin da subito una configurazione con più batterie.
Le batterie maggiorate cambiano il peso
Chi vuole rimanere sotto i 250 grammi deve tenere conto della configurazione utilizzata.
Antigravity A1 vs drone tradizionale
Secondo me è proprio qui che nasce l’equivoco principale.
Antigravity A1 non dovrebbe essere valutato semplicemente chiedendosi:
“Con la stessa cifra posso comprare un drone tradizionale migliore?”
La domanda dovrebbe essere:
“Mi interessa registrare in 360° e scegliere le inquadrature dopo il volo?”
Se la risposta è no, probabilmente un drone tradizionale può essere più adatto.
Se invece volete realizzare contenuti differenti, sperimentare con le inquadrature 360°, creare rapidamente video social e avere un’esperienza di volo estremamente immersiva, Antigravity A1 diventa molto più interessante.
Sono due modi differenti di intendere il drone.
A chi consiglio Antigravity A1?
Lo vedo particolarmente interessante per:
- creator;
- YouTuber;
- videomaker;
- travel creator;
- utenti che vogliono sperimentare con il video 360°;
- persone che vogliono avvicinarsi al volo immersivo senza partire direttamente da un vero FPV;
- utenti che vogliono ottenere molte inquadrature con un singolo volo.
Potrebbe invece avere meno senso per chi cerca esclusivamente un drone tradizionale con camera frontale e non ha interesse per il 360°.
Antigravity A1: opinioni finali
Dopo averlo provato, considero Antigravity A1 uno dei droni più particolari arrivati negli ultimi anni.
Non perché vola semplicemente meglio degli altri.
Il punto è che cambia il modo in cui dobbiamo pensare alla registrazione.
Con un drone tradizionale dobbiamo decidere l’inquadratura mentre stiamo volando.
Con Antigravity A1 possiamo volare prima e dirigere il video dopo.
È una differenza apparentemente piccola che, nella pratica, cambia moltissimo.
Possiamo ricavare più filmati da una sola registrazione, creare movimenti impossibili da ottenere facilmente con una camera tradizionale, esportare sia in verticale sia in orizzontale e concentrarci maggiormente sul percorso del drone.
Il tutto utilizzando un sistema di controllo estremamente intuitivo, con Vision Goggles, Grip Controller, funzioni automatiche, tracking, Return to Home e sensori anticollisione.
Il prezzo rimane importante e sicuramente non è un prodotto destinato a tutti.
Ma bisogna valutarlo per ciò che effettivamente è: un drone 360° che prova a cambiare il modo in cui realizziamo le riprese aeree.
E da questo punto di vista Antigravity A1 è qualcosa di realmente differente.
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Antigravity A1: PRO e CONTRO
PRO
- Registrazione video a 360°
- Risoluzione fino all’8K
- Inquadratura modificabile dopo il volo
- Possibilità di creare più video da una singola registrazione
- Vision Goggles molto immersivi
- Grip Controller intuitivo
- Sensori anticollisione
- Tracking automatico
- Return to Home
- Modalità Orbita e riprese automatiche
- Percorsi programmabili tramite checkpoint
- Esportazione verticale e orizzontale
- Peso inferiore ai 250 g con batteria standard
- Memoria interna + microSD
- Esperienza molto semplice anche per chi non arriva dal mondo FPV
CONTRO
- Prezzo importante
- Circa 20 minuti di autonomia con una batteria standard
- Per sfruttarlo veramente conviene avere più batterie
- Le batterie maggiorate portano il peso oltre i 250 grammi
- Il vero vantaggio rispetto a un drone tradizionale si apprezza soprattutto se si sfrutta il 360°
FAQ Antigravity A1
Antigravity A1 registra realmente a 360°?
Sì. Utilizza due lenti per registrare l’ambiente intorno al drone, permettendo successivamente di scegliere l’inquadratura durante l’editing.
Antigravity A1 registra in 8K?
Sì, il drone può registrare contenuti 360° fino all’8K.
Antigravity A1 pesa meno di 250 grammi?
Con la batteria standard la configurazione rimane sotto i 250 grammi. Utilizzando batterie maggiorate bisogna invece considerare il conseguente aumento di peso.
Quanto dura la batteria di Antigravity A1?
Nella mia esperienza con la batteria standard siamo intorno ai 20 minuti, con variazioni in funzione delle condizioni di volo.
Antigravity A1 evita gli ostacoli?
Il drone dispone di sensori anticollisione che possono rilevare determinati ostacoli e assistere il pilota. In modalità Sport i sensori vengono disattivati.
Antigravity A1 ha il Return to Home?
Sì. Può ritornare automaticamente al punto Home impostato durante il decollo.
Può seguire automaticamente una persona?
Sì. È disponibile il tracking del soggetto, insieme ad altre modalità di ripresa automatica.
Posso creare video verticali?
Sì. Una registrazione 360° può essere rielaborata successivamente ed esportata anche in formato verticale per TikTok, Instagram Reel e YouTube Shorts.
Quale bundle Antigravity A1 consiglio?
Personalmente trovo particolarmente interessante il bundle Explorer perché la presenza di più batterie consente di sfruttare meglio il drone durante le sessioni di volo.
Ci sono codici sconto per Antigravity A1?
Sì.
Con STB100DS2 acquistando qualsiasi bundle drone è possibile ricevere una batteria standard gratuita.
Con 20CAREDS2 acquistando qualsiasi bundle drone è possibile ottenere il 20% di sconto su Care da 1 o 2 anni.
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